20 gennaio 2016

Super ricchezze e super povertà

Oxfam2016
Si è aperto a Davos, in Svizzera, il World Economic Forum. L’evento annuale, organizzato da una fondazione dalle circa mille imprese associate, in genere multinazionali con fatturato superiore ai 5 miliardi di euro, è una occasione in cui i principali attori dell’economia e della politica mondiale discutono dei possibili scenari futuri del pianeta.

Oramai da qualche anno Oxfam pubblica, in occasione del forum, un rapporto che cerca di fotografare lo stato dell’economia mondiale da un punto di vista diverso rispetto a quello discusso a Davos. Oggetto del rapporto sono le diseguaglianze globali, per vedere come nel corso dell’anno siano stati distribuiti i benefici dell’economia. E ogni anno la fotografia scattata non è incoraggiante.

La fotografia scattata negli anni ci racconta di un divario crescente tanto che se nel 2010 le 388 persone più ricche possedevano quanto il 50% più povero del mondo, il divario si è allargato nel 2011, quando il numero dei super ricchi è sceso a 177, e poi a 159 nel 2012, 92 nel 2013 e 80 nel 2014.

Oggi sono 62 le persone che possiedono quanto il 50% più povero e, se la tendenza non cambierà, nel 2020 saranno solo 11.

Per essere ancora più precisi i dati, ricavati dal Credit Suisse Global Wealth Datebook mostrano che la ricchezza della metà più povera del mondo è diminuita di 1.000 miliardi di dollari dal 2010 con una diminuizione pari al 40%. Nel contempo i 62 più ricchi secondo le stime pubblicate annualmente da Forbes, hanno visto accrescere la loro ricchezza di 500 miliardi di dollari.

Secondo Oxfam una delle pricipali tendenze individuate e che portano dell’aumento delle diseguaglianze è la sempre minore quota dei redditi nazionali che va ai lavoratori in quasi tutti i paesi sviluppati così come le differenze nella scala salariale. E sono le donne a fare la maggioranza dei lavori meno pagati.

Al contrario, sostiene Oxfam, i più ricchi hanno beneficiato in questi casi da redditi sul capitale mediamente più alti della crescita dell’economia. Questo vantaggio è stato accresciuto dalla possibilità dei più ricchi di utilizzare paradisi fiscali per aumentare la loro ricchezza sfruttando legislazioni fiscali di favore.

Un tema, quello dei paradisi fiscali che secondo Oxfam dovrebbe essere affrontato urgentemente. Il fatto che 188 delle 201 principali imprese mondiali abbiano una presenza in almento un paradiso fiscale dovrebbe indicare che è tempo di agire. Si stima che globalmente 7.6 bilioni di dollari di privati cittadini trovano rifugio in quei paesi. Se pagassero le tasse i rispettivi governi avrebbero a disposizioni altri 190 miliardi di dollari per i loro cittadini.

Sostiene Oxfam che circa il 30% della ricchezza dell’Africa è al momento in paradisi fiscali, costando con una perdita stimata di 14 miliardi di dollari per il continente. Il tema andrebbe affrontato anche ne World Economic Forum, dove nove delle dieci aziende partener hanno una presesenza in un paradiso fiscale.

Qui il rapporto completo di Oxfam.

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