24 marzo 2016

La scuola è un diritto o un dovere?

studentiAnche per quest’anno il Mandela Forum è uno dei luoghi visitati dai ragazzi delle classi secondaria di 1° grado che partecipano al progetto “le Chiavi della città“.

In questo progetto decine di ragazze e ragazzi sono stati guidati dalla attrice e formatrice Patrizia Mazzoni nella visione delle mostre del Mandela forum, in un percorso che li ha portati a prestare attenzione ai tanti significati legati alle immagini proposte.

Queste le riflessioni di Patrizia sull’esperienza

In visita alla mostra “Il muro dei diritti”- alcune note a margine

A guardarle bene, le foto hanno una potenza narrativa da travolgere e coinvolgere, in modo indistricabile, la mente e il cuore di chi guarda; l’impatto emotivo delle immagini e delle parole suscita nei ragazzi una sorta di spaesamento che alza il loro livello di attenzione sensibile. I volti e le storie di personaggi-simbolo come Mandela e Gandhi si intrecciano con le storie di volti anonimi di persone-simbolo.

Lentamente l’attenzione per l’informazione e la notizia, si trasforma in riflessione sul valore di ogni persona. Ci si interroga sul significato della parola “etica”: come valutare cosa è giusto e cosa non lo è nella condotta umana? Le parole: libertà, dignità, fratellanza, uguaglianza, e le relative immagini smuovono pensieri e opinioni diverse, sono concetti che appassionano sul piano teorico, ma non sembrano riguardarli personalmente sul piano sentimentale.

Eppure Galimberti ci ricorda che non ci può essere istruzione della mente senza un’educazione dei sentimenti, perché è dalla formazione del sentimento che dipende la moralità dei comportamenti.

Le storie di Iqbal e di Malala infiammano gli animi per il destino di bambine e bambini, ragazze e ragazzi dall’infanzia negata o dal diritto all’istruzione negato per povertà e pregiudizi culturali; ma le condizioni di vita degli eroici ragazzi pakistani, sono così lontane dalle nostre, così diverse dalle nostre esperienze di vita, che la commozione per loro spesso non basta, a stabilire la connessione tra il loro diritto all’istruzione negato e il nostro riconosciuto e tutelato.

La visita volge al termine, il luogo comune che la scuola non è un diritto ma un dovere sembra prevalere, avallata da M, che vuole diventare muratore e non riesce a cogliere come il suo percorso scolastico possa aiutarlo a realizzare il suo progetto di vita. Ma ecco che la lettura dell’articolo 33 della Costituzione Italiana riporta al centro della questione, la motivazione di ognuno e il desiderio di scoprire il segreto di sé e delle cose.

Il tempo a disposizione è finito, i ragazzi esprimono soddisfazione per l’esperienza fatta e ringraziano. Mentre si avviano verso l’uscita, affermano di avere imparato a guardare con occhi diversi.

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